"Vele d'Epoca" a Imperia. Un raduno pieno di Vele e di polemiche

Dal 13 al 17 settembre hanno sfilato nella cornice di Porto Azzurro quasi 120 imbarcazioni d'epoca. La manifestazione, che ha avuto come protagonisti yachts a vela di rara bellezza, ha visto tuttavia nascere diverse polemiche che forse scoraggeranno alcuni armatori a ripetere l'esperienza.

Alludiamo in primo luogo al fatto che imbarcazioni d'epoca o appartenenti allo 'Spirit of tradition' sono state, con modalità discriminatorie, assolutamente prive di marineria e di buona educazione, intimate a lasciare la località (oltretutto dopo che avevano pagato l'iscrizione al Raduno!) per far posto ad altre imbarcazioni, considerate, a mero giudizio dell'organizzazione, 'più titolate'. Citiamo il caso di Elpis, l' imbarcazione che, per la cronaca, ha partecipato a tutti i raduni di Imperia, di Presque Isle e della Tall Ship Pandora.

Ma i guai più grossi sono stati sofferti durante le regate, in particolar modo dalle classi metriche. Queste ultime, riconosciute dalla storia come barche da regata (gli 8m SI sono state anche barche olimpiche!) sono giunte al risultato finale con una sola competizione. Su tre giorni di regata previsti -15, 16 e 17 settembre-, infatti, è stata disputata una sola prova, essendo stata la prova del 15 annullata per mancanza di vento e quella di sabato 16, non disputata dalle classi metriche per ordine del comitato di regata, in una situazione di vento pari a 18 nodi!
Si aggiunga a ciò un fatto ancor più grave, che ha suscitato grande scalpore e un diffuso malcontento: la comunicazione dei rating definitivi per il calcolo della classifica in tempo compensato è stata data a regate già concluse, con ovvio danno per i regatanti (specie delle imbarcazioni metriche) i quali, in corso di regata, non potevano sapere quale distacco dovevano dare ai propri avversari.

Ancora più assurda infine la redazione delle classifiche finali dove in ben quattro classifiche la prima posizione veniva invertita con la seconda. Nelle metriche, solo a seguito dell'ammissione di colpevolezza da parte dell'imbarcazione Siris (a cui erroneamente era stata attribuita la vittoria dell'unico giorno di regata, ma che non aveva completato regolarmente il percorso di regata), è stata stilata la classifica!

Insomma, un coacervo di storture così eclatanti e poco chiare da scoraggiare molti armatori dal partecipare a questo tipo di eventi, definiti 'raduni', ma che dei 'raduni' non hanno assolutamente nulla, essendo ben lungi da ogni decorosa memoria della marineria e dall'aplomb dei vecchi Yachtsmen. I raduni per imbarcazioni di valore storico sono un patrimonio di tutti e con tale responsabilità andrebbe gestita una risorsa culturale così importante. Purtoppo la cultura non fa ... 'cassetta'.

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