URSUS

Se ne stava lì da anni, si può dire da quasi un secolo, nel porto di Trieste, come un gigante silenzioso, vigile al suo ormeggio, immagine scontata per alcuni, quasi dimenticata da altri.

Meraviglioso dinosauro in disarmo, autentica architettura industriale d'un tempo in via d'estinzione, l'Ursus, lo storico pontone di oltre 80 metri d'altezza, classe 1914, in una giornata di bora ad oltre 60 nodi ha deciso di troncare gli ormeggi e di lasciarsi andare alla deriva nel golfo di Trieste, trascinando con sé anche il piccolo e inseparabile rimorchiatore Audax.
Forse per correre libero in mare, anche a costo di morirci, forse per richiamare su di sé, ancora una volta, l'attenzione della gente e dei Media con anomalo grido di aiuto.

E' stato solo grazie alla perizia di quattro rimorchiatori della Tripmare e dei loro uomini, che hanno sfidato il suo e il loro destino, se Ursus è ritornato esangue nel suo porto, dopo un ballo durissimo, durato oltre la mattinata del 2 marzo 2011, tra le forze incattivite della natura e raffiche di vento che hanno soffiato fin oltre i 70 nodi.

Conoscendo la sua importante storia e i progetti di restauro mai attuati, quella di Ursus, il meno fortunato fratello del Langer Heinrich (1915) recentemente restaurato a Genova, sembra davvero una fuga per chiedere aiuto a una città, la propria, che in fatto di nautica e di marineria ha tanto da insegnare agli altri, ma che ancora non è approdata al recupero di questa memoria d'eccellenza definita da molti come la 'Tour Eiffel' italiana.

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