Aria 1935: secondo alle Vele d'Epoca di Imperia 2026

Secondo posto di categoria e Premio Eleganza alla parata per Aria, l’8 Metri S.I. del 1935 di Serena Galvani, timonata da Pietro D’Alì alle Vele d’Epoca di Imperia 2026.

Aria (1935) non è passata inosservata alla 27ª edizione delle Vele d'Epoca di Imperia. L'immagine della soprano in prua, la voce che si disperdeva tra gli alberi e il mare, ha chiuso la manifestazione con un gesto che univa musica e navigazione. Quella scena ha fatto da sfondo al risultato sportivo: lo scafo storico, unico 8 Metri Stazza Internazionale in gara, ha concluso al secondo posto il raggruppamento Epoca Marconi 2 dopo quattro prove disputate dal 2 al 5 settembre 2026.

Aria, lunga 14,30 metri e armata dall'armatrice bolognese Serena Galvani, ha regatato sotto Certificato di Stazza CIM. La manifestazione ha visto oltre cinquanta imbarcazioni iscritte e ha coinciso con la quarantesima ricorrenza dalla prima edizione del 1986, un elemento che ha dato alla rassegna un sapore di celebrazione storica senza però togliere competitività alle prove in mare.

Regata e resa tecnica

Le quattro prove si sono svolte su percorsi costieri inferiori alle 10 miglia, con venti che hanno oscillato fra i 6 e i 15 nodi. In queste condizioni la gestione del piano velico e il trim hanno fatto la differenza più della pura potenza; la necessità di rapidi aggiustamenti durante i bordi vicino alla costa ha imposto scelte tattiche nette e manovre precise. Aria ha mantenuto costanza di ritmo e una buona sequenza di partenze, ma ha dovuto cedere il gradino più alto del podio al portoghese Falcon (ex Jour de Fête), un Q-Class di 15,80 metri varato nel 1930 che ha mostrato un pacchetto velico più performante in certe andature.

La differenza si è vista soprattutto nelle fasi in cui il vento ha girato e richiesto velocità di uscita dalle virate: Falcon ha sfruttato un bilanciamento tra piano velico e vele aggiornate che ha consentito accelerazioni più pronte, mentre Aria ha puntato su manovre snelle, trim accurati e controllo della rotta per limitare le perdite. Questo approccio ha pagato in termini di regolarità, tenuta di bordo e gestione dell'equipaggio nei momenti di maggiore traffico marittimo.

Al timone di Aria, Pietro d'Alì ha portato esperienza da regate di primo piano: competizioni internazionali e la recente vittoria a bordo di KZ-5 nel Mondiale 12 Metri Stazza Internazionale disputato pochi giorni prima a Imperia hanno contribuito a modellare la strategia. La scelta tattica di D'Alì ha privilegiato traiettorie pulite e mantenimento della velocità media, confidando sulla sinergia tra scafo e equipaggio durante i cambi di vento.

Equipaggio e organizzazione di bordo

L'equipaggio ha rappresentato un mix voluto di competenza e ricambio generazionale. Marinai provenienti da Genova, Trieste e Napoli hanno alternato saperi consolidati a energie nuove: i ventenni a bordo, con esperienza in derive e navigazioni d'altura, si sono confrontati con le manovre classiche di uno scafo d'epoca. I ruoli in coperta sono stati affidati a figure di esperienza come Fabio Montefusco (tailer delle Fiamme Gialle) e Giampaolo Vatta alle volanti, mentre in prua e a bordo si sono alternati Andrea Cupaioli (comandante e navigatore), Lorenzo Donati (randista), Manuel Polo (primo prodiere) e Valerio Mugnano (secondo di prua). Il shore team è stato guidato da Marco Ascoli, che ha curato logistica e preparazione tecnica tra una prova e l'altra.

Questo mix si è tradotto in manovre fluide e una capacità di adattamento rapida durante i cambi di vento: i giovani hanno portato capacità fisiche e dimestichezza con manovre dinamiche, i veterani hanno assicurato letture della regata e gestione del materiale. L'organizzazione di bordo ha puntato su ruoli definiti e comunicazione serrata, elementi che hanno limitato gli errori nelle fasi concitate delle partenze e nelle transizioni di prua.

Parata, spettacolo e giudizio

La parata del 5 settembre ha richiamato pubblico lungo la banchina Medaglie d'Oro. La performance di Aria è stata coronata dall'intervento della soprano Angelica Cirillo, la cui interpretazione di “Un bel dì vedremo” dal secondo atto di Madama Butterfly ha instaurato un dialogo visivo e sonoro con lo scafo. L'accostamento del repertorio pucciniano all'estetica classica della barca ha colpito la giuria, composta da nomi noti del mondo nautico e della comunicazione: Jean-François Cutugno (Presidente dello Yacht Club de Cannes), il Capitano di Corvetta Antonello Lorusso, il timoniere e campione Mauro Pelaschier e la consulente di comunicazione Federica Betti.

Il punteggio assegnato alla parata ha premiato la coerenza tra idea e realizzazione, riconoscendo non solo l'aspetto scenico ma anche la qualità dell'esecuzione a bordo. Il premio è stato consegnato dall'Assessore allo Sport e Cultura di Imperia alla presenza del presidente della Regione Liguria; l'armatrice ha dedicato il riconoscimento a tutte le donne presenti, in una cornice che ha unito istituzioni e comunità nautica.

Storia, relazioni istituzionali e riconoscimenti

Durante il raduno l'armatrice ha consegnato riconoscimenti a figure locali e nazionali, tra cui Enrico Milano del Reale Yacht Club Canottieri Savoia di Napoli e Biagio Parlatore, presidente dell'Assonautica locale e dello Yacht Club Imperia. Le due istituzioni risultano gemellate dallo scorso marzo e Parlatore ha ufficializzato l'adesione di Aria tra i soci ordinari dello Yacht Club Imperia, un passo che rafforza i legami tra club storici e il mondo delle regate d'epoca.

Il raduno ha ricordato anche un episodio della storia di Aria: il venticinquesimo anniversario della vittoria di divisione all'America's Cup Jubilee di Cowes nel 2001 è stato evocato in conversazioni e nella lunga intervista concessa da Mauro Pelaschier. Quella pagina di storia continua a comparire nel racconto della barca e a nutrire l'interesse attorno al suo patrimonio tecnico e sportivo.

La manifestazione ha infine rinsaldato i rapporti con la Sezione Vela delle Fiamme Gialle. Il Comandante del IV Nucleo Atleti, Capitano Francesco Nerone, ha ricevuto un dipinto raffigurante Aria relativo al periodo in cui la barca è stata ospitata alla Scuola Nautica della Guardia di Finanza; il capitano ha prospettato l'inserimento di regate d'epoca nel programma alturiero della componente, proposta che ha trovato apertura tra gli organizzatori.

Alla fine del raduno resta la fotografia di uno scafo che intreccia storia, formazione e spettacolo: Aria torna in banchina con il guidone dello Yacht Club Italiano e il riconoscimento per la migliore parata. La barca conclude l'impegno con un piazzamento di rilievo e con elementi concreti che testimoniano presenza e partecipazione.

Torna indietro