Regata a Coluccia e il Trofeo Arie da consegnare

La baia di Coluccia è un sogno. La sua lunga spiaggia è bellissima, chiusa com'è a Ponente dalla penisola che le dà il nome e a Levante dall’Isola dei Gabbiani, la più famosa, lì, per i Windsurfisti di fama internazionale. La sua cornice più bella però viene da Nord, dall’Isola di Spargi che, come uno smeraldo purissimo, le riflette addosso i colori delle sue trasparentissime acque.

Per noi che la frequentiamo e la amiamo da anni, Coluccia è il posto più bello del mondo. Ci puoi surfare col sole al tramonto o nuotare al mattino in un silenzio incantato, ma soprattutto ci puoi volare sopra quando il vento ruggisce. Qui ogni anno si svolge la nostra storia, quasi più simile a una favola che a una storia. Eppure fa parte della Storia.

Le protagoniste sono le nostre ventiquattro Tavole a Vela che, dopo aver sonnecchiato per molti mesi in uno ‘stazzo’ che domina la baia, ogni anno riprendono vita per la più importante e divertente Regata Storica di Windsurf che, oltre a quella delle Tavole, incarna anche la memoria di illuminati campioni.

Le snelle e filanti signore del Surf non conoscono mai né il giorno, né l’ora in cui riprendono il mare, ma sanno che ciò avverrà quando la porta di quello ‘stazzo’ si aprirà e sentiranno quel vento forte e ammaliatore che ogni anno puntualmente le risveglia, sussurrando loro che è imminente il loro grande momento, che stanno per solcare il loro mare e rilasciare agli astanti il loro fragoroso ed eterno ruggito.

Quattordici di esse avevano partecipato nel 2011 alla XIII edizione della Regata Storica Tavole a Vela  e, per tutto l’inverno e la successiva primavera, avevano fatto progetti chiedendosi chi, tra di loro, sarebbe stata selezionata per il 2012, chi avrebbe vinto la XIV Edizione e quali uomini le avrebbero cavalcate come indomiti destrieri.

Così, col verbo delle antiche comari, tutto l’inverno, chiuse in quello ‘stazzo’, le Tavole da Surf avevano discusso su chi di loro avesse le linee più in forma, scommesso su chi sarebbe stata la più veloce, ma anche su chi avrebbe indossato la vela più sgargiante. Tutte, indistintamente, avevano anelato al loro mare, anticipatamente colto l’ebbrezza di quel vento che amavano e le emozioni che sarebbero scaturite da una sola giornata di gara. I vecchi Mistral Competition dai baffi rossoblu e blu-celesti avevano discusso animatamente con gli imponenti Winglider e con i Windsurfer dalle linee snelle, sobrie ed eleganti, mentre i Bic della II Division avevano promesso ai Tencate infinite rivincite.

Chi non è di questo mondo fatto di onde e di vento, non può nemmeno pensare che le Tavole, così come le barche, parlino tra loro e talvolta, perfino, discutano animatamente. E invece è così, e così accade fin quando non si apre la porta di quel buio rifugio. Fin quando la luce del sole non le abbaglia con prepotenza e l’inconfondibile profumo di mirto di quella magica terra non solletica tutti i loro pori. Solo in quel momento le Tavole hanno la certezza che il loro ‘mercoledì da Leoni’ è a un passo, fuori dalla porta, vicino allo smeraldo dell’acqua.

Simone, forte come un toro, le carica una a una e le trasporta sulla spiaggia. Rivedono la loro Coluccia, i campioni, gli appassionati, gli amici, ma, soprattutto, riassaporarono lo sfavillio della festa e l’emozione di chi ha il proprio pezzo di storia da raccontare e, nonostante l’età, ha ancora tante rivincite da vivere.

Il potente suono dei corni sancisce l’inizio della regata che da sempre ha una sola grande regola: non avere regole.

In diciotto, quest’anno, si sono schierate alla partenza. Allineate nel “parco chiuso” di quel bel mare, orgogliose di fronte all’ammirazione di tutti, sorteggiate dal Comitato Organizzatore secondo magistrale consuetudine.

Sedici le prescelte, più due concorrenti esterni con Tavole proprie: pronte, tutte, a correre velocissime al mare, a tuffarsi, a volare sull’acqua.

Una partenza esaltante: il delirio di diciotto Tavole che partono contemporaneamente e ravvicinatissime. Concorrenti che si urtano e cadono in acqua, derive che non scendono, boma che scendono, alberi che si disarcionano, Peppe che urta BumBum e Varroux che affonda Straccaletto. Il vento di Tramontana che sistema tutti e costringe a innumerevoli bordi per risalire la boa.

Dieci minuti di godimento allo stato puro.

Mentre alcune Tavole sono già a metà del primo lato di regata, altre sono costrette a litigare con albero e boma. Guardate Amadeus, lo pschiatra -detto”psiche”- che quest’anno ci ha deliziato con la sua quasi impossibile partenza!

Che gara combattuta!

Alla fine il grande Varrucciu Senior, detto Max, aiutato da una Tavola Windsurfer assolutamente performante e da una attrezzatura perfetta, è riuscito a dominare la gara.

Il secondo e il terzo posto vanno a due liguri, Emi e Cenesino, giunti nello stesso momento a riva.

Fantastico il combattimento per l’ottavo posto. A poche decine di metri dalla spiaggia si sono presentati in tre (Nureyev, il Trombaio e Luponez) provenienti da direzioni diverse, perché qui le regole di precedenza non esistono, e non essendoci regole di precedenza? nessuno l’ha concessa! E così si sono urtati e incastrati finendo tutti  bellamente a bagno!

A Romolo, detto Straccaletto, presentatosi con la tavola più originale, è stato assegnato il premio ARIE, mentre il Trofeo ARIE, messo in palio dall’Associazione che tutela le barche di valore storico, è stato assegnato al Club Porto Liscia, quale proprietario della Tavola più originale, nonché per l’impegno e i risultati raggiunti nel recupero e nel refitting delle numerose Tavole a Vela Anni Settanta e Ottanta.

Il Premio ARIE (Associazione per il Recupero delle Imbarcazioni d’Epoca) è ogni anno conferito alla Tavola a Vela di valore storico, la cui storicità è dimostrata o da un restauro filologico o da una conformità originale dell’attrezzatura, perché anche i Windsurf del passato sono da conservare come beni culturali in quanto patrimonio della nostra cultura nautica.

Simone sistema le Tavole sul camion, le riporta nello ‘stazzo’, e lo chiude. Come un sipario discreto, esso si aprirà solo l’anno prossimo, pochi istanti prima della XV Edizione.

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